Ciao a tutti, è Andrea che scrive, se volete darmi un volto guardate la foto qui in parte. :-)
Con questo post vi racconterò cosa è successo durante l'incontro di pianificazione preliminare del progetto CU in 10 years, svoltosi a Heemskerk, in Olanda dal 6 al 10 Marzo.
Prima di tutto vorrei dirvi una cosa, dato che questo era un incontro di pianificazione preliminare, non sapevo esattamente cosa sarebbe successo, ero interessato al progetto, ovviamente, e desideroso di partecipare attivamente ad esso, ma è stata per me una grande sorpresa scoprire che non sarebbe stato solo un susseguirsi di riunioni noiose, ma mi sono anche divertito molto nel processo. Inoltre ho avuto modo di conoscere altri giovani proveniente da tutta Europa, ho avuto modo di confrontarmi con loro e di scoprire le similitudini e le differenze nei modi nostri modi di vivere.
La prima cosa divertente è accaduta proprio al nostro arrivo all'aeroporto di Schipol, li dovevamo trovarci vicino a una struttura rossa e biancha, e siccome avevamo un certo anticipo io e Gianandrea ci sedemmo li ad aspettare. Sedute accanto a noi c'erano due ragazze che stavano studiando, solo dopo una buona mezz'oretta realizzammo che quelle due ragazze erano anche loro li per il nostro stesso motivo. Erano Victoria e Mette, le due partecipanti Danesi.
Ad ogni modo all'aeroporto conoscemmo gli altri partecipanti provenienti dall'Estonia dalla Bulgaria e Peter, uno degli ideatori del progetto, Olandese. Ci dirigemmo subito verso l'ostello che sarebbe stato il nostro quartier generale per i giorni a seguire, noi lo chiamavamo “il nostro Castello”; infatti eravamo alloggiati in un ostello che una volta era stato un castello, e eccetto per i primi giorni eravamo i soli esseri viventi che ci alloggiavano, sottolineo esseri viventi, perché la leggenda dice che questo ostello sia infestato da un fantasma di una ragazza che abitava nel castello e che si diverte a spaventare gli ospiti perché pensa che il castello le appartenga.
Arrivati all'ostello incontrammo Remco, l'altro ideatore del progetto, anche lui olandese. Remco era il mio avversario in fatto di cibo, infatti come me lui è una buona forchetta e facevamo a gara a chi mangiava di più, devo dire che alla fine ha vinto lui mangiando tutti gli involtini primavera disponibili (e non potrò mai perdonarlo per questo perché io non ne ho mangiato neanche uno). Il giorno seguente arrivarono gli altri componenti olandesi, a completare il gruppo.
Sabato e domenica erano dedicati al pianificare il progetto, i nostri obiettivi erano quelli di stilare uno schema comune del progetto e di identificare gli argomenti, le priorità e il metodo da lavoro da utilizzare. Dopo una sessione di idee a ruota libera, dove ogni gruppo diceva gli argomenti che secondo essi dovevano essere affrontati e on l'aiuto di caffè, tè, molti dolci, arrivammo a stilare un elenco di 11 argomenti e ad ordinarli per importanza. Il secondo giorno di lavoro abbiamo definito meglio gli argomenti scelti e redatto una lista di domande per ogni uno di essi, che andranno sottoposte poi ai politici locali. Per fare questo ci dividemmo in piccoli gruppi ognuno composto da membri di nazionalità mista. Questa parte fu molto divertente perché ogni gruppo era in una stanza diversa, Remco e Peter facevano da veline correndo da una stanza all'altra con i cartelloni sui quali noi dovevamo scrivere le domande, in effetti eravamo diventati come una catena di montaggio umana.
Ad ogni modo alla fine della giornata, avevamo definito il progetto in modo chiaro, e questo era pronto per diventare realtà.
Come detto prima, questo incontro non è stato solo lavoro, abbiamo anche avuto del tempo per divertirci, ad esempio alla sera, di solito ci rilassavamo al bar con qualche birra o del vino. Abbiamo anche giocato a un gioco di ruolo chiamato mafia. In questo gioco ognuno interpretava un personaggio, che poteva essere la mafia, il poliziotto, il dottore o un civile; scopo del gioco era di scoprire chi era la mafia prima che questa uccidesse tutti. La cosa divertente è che gli italiani se la cavano abbastanza bene in questo gioco (ovviamente come mafia) così come gli olandesi, gli estoni invece avevano una vocazione come dottore.
Abbiamo avuto inoltre la possibilità di visitare brevemente l'Olanda, in particolare siamo stati a Den Helder, o come la definiscono gli indigeni “la città più bella del mondo”. Qui abbiamo visitato la sede di Richter, l'organizzazione che ha organizzato il progetto, e abbiamo conosciuto una ragazza greca che sta svolgendo li il servizio civile europeo, Georgia, che è stata cosi gentile da farci da guida turistica della città. Parlando con lei ho avuto modo di capire meglio cosa fosse il servizio civile europeo, e forse mi ha anche convinto a entrarne a far parte, un giorno.
Lo stesso giorno siamo andati a Herenkaspel, qui abbiamo incontrato i membri delle consulte giovanili di Niedrop e di Harenkaspel. Essi ci hanno fornito una presentazione di chi sono e cosa hanno fatto, inoltre ci hanno descritto brevemente il loro sistema amministrativo. Una cosa che mi ha sorpreso quando li ascoltavo è che essi ricevono un budget dal loro comune e sono liberi di scegliere come usarlo, inoltre essi sono pagati per incontrarsi. Dopo questa presentazione abbiamo discusso del progetto, del quale anche loro faranno parte.
Concludo questo mio racconto raccontandovi un ultimo aneddoto divertente, accaduto l'ultimo giorno. Infatti dopo aver lavorato e aver visitato un pochino l'Olanda c'era ancora una questione da risolvere, ovvero trovare il fantasma. Così dopo che tutti furono andati a dormire, io, Claudia, Victoria e Kristi decidemmo di giocare ai ghostbuster e di andare a caccia del fantasma. Sapevamo dove poteva essere, infatti al terzo piano dell'ostello c'è una prigione dove la leggenda dice che sia morta la ragazza. Ormai tutto era spento, e tutti dormivano, c'era un silenzio di tomba e solo la luce della luna piena a illuminare i nostri passi. Immaginate il nostro disappunto quando giunti all'entrata del terzo piano trovammo la porta chiusa a chiave. Così decidemmo di scendere verso il bar e cominciare a raccontare delle storie paurose veramente accadute, l'atmosfera era quella giusta d'altronde. Ad un certo punto io feci finta di vedere il fantasma e le ragazze cominciarono ad urlare, questo si che fu molto divertente hehehe.
Il giorno seguente tornammo tutti a casa pronti per lavorare al progetto, e carichi di energia per diffondere lo spirito del Cu in 10 Years.
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